Sei mai stato nei territori del Chianti Classico? Dove fare una degustazione di vini nel Chianti? Quali cantine visitare in Toscana e nello specifico nella zona del Chianti Classico?
In questo articolo rispondiamo a tutte queste domande e anche di più.
Infatti prima di vedere da vicino quali cantine puoi trovare nel Chianti Classico, ti racconteremo di più su questo meraviglioso vino, come avviene la sua produzione, come degustarlo al meglio e qual è la storia del famosissimo simbolo del gallo nero.
Se già conosci la parte legata alla produzione e alla sua storia puoi saltare direttamente alla sezione dedicata alle cantine del Chianti Classico.
Partiamo subito!
-
-
- Produzione e vinificazione del Chianti Classico
- Il simbolo del Gallo Nero- 300 anni di storia
- Come abbinare il Chianti Classico?
- 1. Torraccia di Presura – Villa Ulivello in Chianti
- 2. Carus Vini
- 3. Castello di Querceto
- 4. Tenuta degli Dei
- 5. Villa Calcinaia – Conti Capponi
- 6. Cafaggio
- 7. Castelvecchi in Chianti
-
Produzione e vinificazione del Chianti Classico
Il Chianti Classico DOCG è un importante vino rosso della regione Toscana e ha una storia antica. Infatti è stato il primo vino al mondo ad avere una propria zona di produzione delimitata per legge.
Questo vino viene prodotto nella regione toscana tra Firenze e Siena. Si tratta di 70.000 ettari che comprendono per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa.
Il Chianti Classico è un vino di grande tradizione e prestigio, noto per la sua struttura e complessità.
La coltivazione dei vigneti avviene secondo metodi tradizionali e rispettosi dell’ambiente, per garantire la qualità delle uve e la salute del territorio.
Quali uve vengono utilizzate per la produzione del Chianti Classico? Principalmente abbiamo il Sangiovese, presente in percentuali che possono andare dall’80 al 100%, con l’aggiunta di altre varietà come Canaiolo e Colorino, Cabernet Sauvignon e Merlot.
La sua particolare composizione di uve conferisce al vino un caratteristico colore rosso rubino e un aroma intenso e speziato.
Le uve migliori sono destinate al Riserva fin dall’inizio e vengono invecchiate in botti di rovere di piccole dimensioni che rilasciano i loro aromi al vino.
Il simbolo del Gallo Nero – 300 anni di storia
In questo paragrafo ti raccontiamo la storia del simbolo del Gallo Nero. Da 300 anni il gallo nero è il simbolo del Chianti Classico.
Quando è posto sul collo o sull’etichetta di una bottiglia permette infatti di distinguere un vino realmente prodotto all’interno del territorio del Chianti (un vino Chianti Classico) da quelli prodotti fuori da questo territorio nel resto della Toscana, ovvero i vini “Chianti” senza l’appellativo “Classico “ e senza il Gallo Nero.
Conosci la leggenda del Gallo Nero?
Si narra che nel periodo medievale, dopo anni di guerra sanguinosa tra la Repubblica di Firenze e quella di Siena per il controllo del territorio del Chianti, si decise di porre fine alla guerra e di determinare i confini delle due repubbliche attraverso una particolare competizione.
Ad un giorno stabilito, al primo canto del gallo, un cavaliere sarebbe partito al galoppo dalle rispettive città e nel punto in cui si sarebbero incontrati sarebbe stato disegnato il confine.
I senesi scelsero un gallo bianco per far partire il loro cavaliere e nei giorni precedenti lo nutrirono a volontà. I fiorentini invece scelsero un gallo nero che misero in una gabbia scomoda e lo lasciarono a digiuno per alcuni giorni.
Il giorno della sfida il gallo nero dei fiorentini, ormai esasperato dalla fame e dalla gabbia scomoda cantò molto prima dell’alba e il cavaliere potè partire con un decisivo vantaggio rispetto a quello senese, il cui gallo, ben sazio e rilassato, si svegliò e cantò molto dopo le prime luci dell’alba.
Fu così che i cavalieri si incontrarono appena dopo pochi chilometri da Siena, nei pressi di Fonterutoli, in Castellina in Chianti, dove fu posto il confine tra le due Repubbliche.
Come abbinare il Chianti Classico?
Come abbinare il Chianti Classico? Il Chianti Classico di medio corpo e di bassa tannicità è adatto ad accompagnare carni rosse alla griglia. I piatti più elaborati invece, come ad esempio la selvaggina o i piatti contenenti formaggi stagionati, richiedono il più strutturato Riserva.
Ora che conosci la storia del Chianti classico, come e dove si produce e con quali cibi accompagnarlo, vediamo dove puoi degustare un ottimo calice di Chianti Classico scoprendo quali sono le cantine da perdere nella zona del Chianti Classico.
Ne abbiamo individuate 7!

1. Torraccia di Presura – Villa Ulivello in Chianti
Fondata nel 1986 da Paolo Osti, Torraccia di Presura combina tradizione e innovazione con 35 ettari di vigneti e 8 di uliveti. Nel 2019, la storica Villa Ulivello è stata restaurata e destinata ad attività agrituristiche: degustazioni, ospitalità, ristorazione e vendita di prodotti aziendali.
Le camere, arredate in stile ottocentesco, offrono un’atmosfera d’epoca con tutti i comfort moderni. La cantina propone wine-trekking tra uliveti e vigneti, abbinato a vini e piatti tipici toscani.
Visita Torraccia di Presura – Villa Ulivello in Chianti
2. Carus Vini
Immersa tra le colline del Chianti Classico, Carus Vini si trova fra San Casciano e Mercatale in Val di Pesa, in un’area rinomata per la produzione di eccellenti vini. Le loro vigne, sono situate a un’altitudine di 170-300 metri, garantiscono complessità organolettiche uniche.
L’azienda si estende su un totale di 26 ettari di cui: 13,5 dedicati al Chianti Classico DOCG, 5 di IGT Toscana e 4,5 a quelle dell’olio. La cantina unisce tradizione e tecnologia con tini in acciaio a temperatura controllata e barrique di rovere francese o tonneau. L’azienda è fortemente orientata alla sostenibilità, con una produzione rispettosa dell’ambiente.
3. Castello di Querceto
Situato nel nord-est del Chianti Classico, a Greve in Chianti, Castello di Querceto è una storica dimora longobarda che fu residenza delle famiglie Pitti e Canigiani. Con 65 ettari di vigneti e oliveti, la proprietà è stata trasformata in azienda agricola all’inizio del XX secolo da Carlo François.
Il Castello vanta una cantina che custodisce bottiglie storiche a partire dalle prime vendemmie del Novecento. I visitatori possono esplorare le cantine storiche, degustare Chianti Classico e crû di singola vigna, oltre a distillati e Vin Santo.
4. Tenuta degli Dei
Situata a Panzano in Chianti, nel cuore della Conca d’Oro, Tenuta degli Dei è il progetto vitivinicolo di Roberto e Tommaso Cavalli, un omaggio all’amore per la terra e alla tradizione toscana. Fondata negli anni Settanta, la tenuta deve il suo nome a “Didone degli Dei,” il pastore tedesco di Roberto, simbolo di affetto e ispirazione.
L’azienda coniuga passione e dedizione, producendo vini di pregio grazie alla selezione meticolosa delle uve, nel rispetto della tradizione di questo territorio unico. Un’esperienza che celebra eccellenza, famiglia e legame con la natura.
5. Villa Calcinaia – Conti Capponi
Villa Calcinaia, cuore pulsante della famiglia Capponi, affonda le sue radici in un contratto datato 1524, quando Sebastiano del Caccia vendette al Capponi quattro poderi. Da generazioni, la famiglia rinnova la vita della terra, portando avanti la tradizione agricola con passione.
Dai 30 ettari di vigneto vengono prodotti vini conosciuti a livello internazionale, tra cui un Chianti Classico che è espressione autentica di tradizione e impegno. I vini di Villa Calcinaia incarnano la continua evoluzione e il profondo legame con il territorio.
Visita Villa Calcinaia-Conti Capponi
6. Cafaggio
Immersa nella splendida “Conca d’Oro” di Panzano in Chianti, Cafaggio si estende su oltre 60 ettari, di cui 30 dedicati a vigneti specializzati e 2 a uliveti. La tenuta, che affonda le radici in un passato medievale, è riconosciuta come una delle zone più vocate per la produzione di Chianti Classico. Cafaggio produce una selezione di Chianti Classico di alta qualità, tra cui il Basilica Solatìo Gran Selezione e il Basilica San Martino Riserva.
La sua lunga storia, che risale al 1408, si intreccia con il passaggio tra diversi proprietari fino all’acquisizione da parte della famiglia Farkas negli anni ’60. Oggi, con l’obiettivo di elevare ancora la qualità dei suoi vini, Cafaggio continua a puntare su un approccio meticoloso in ogni fase della produzione.
7. Castelvecchi in Chianti
Nel cuore di Radda in Chianti, a 600 metri di altitudine, Castelvecchi è una terra dove la storia e la tradizione si intrecciano con la viticoltura di eccellenza. I nomi delle colline – Colle Petroso, Poggione, Madonnino – evocano il Medioevo, mentre la Pieve di Santa Maria Novella risuona nel silenzio degli uliveti.
Casa Paladin ha saputo valorizzare questo territorio con undici cru distribuiti su soli 24 ettari, recuperando con passione il patrimonio genetico delle antiche viti “Le Madri”. La cantina di Castelvecchi in Chianti, la più antica ancora attiva di Toscana, custodisce un Chianti prezioso, il cui gusto unico è frutto di un legame profondo con il paesaggio e il tempo.
Visita Castelvecchi in Chianti
Non hai trovato quello che stavi cercando?





